Chiesa Parrocchiale di S. Maurizio

 

L’edificio si erge a sud del nucleo storico. Di fondazione antica, è attestata al 1261, mentre l’attuale costruzione neoclassica è sorta dopo il 1773 su disegno dell’architetto Gerolamo Grossi di Bioggio e fu consacrata nel 1791 del vescovo di Como, Giuseppe Maria Bertieri.
Dell’antica Chiesa, rimane unicamente la torre campanaria seicentesca, rinnovata con un coronamento a cupola ottagonale. Oggi, il campanile si innalza isolato al centro della piazza delimitata da due ampi portici simmetrici, realizzata negli anni 1996-1999 su progetto dell’architetto Piero Conconi.
L’impianto ecclesiale a croce greca si conclude con un luminoso coro semicircolare. Ai lati dello spazio centrale, a pianta ottagonale e coperto da un’ampia cupola a pennacchi, si aprono due cappelle voltate a botte lunettate.
La facciata monumentale è articolata in due ordini di paraste corinzie e ioniche binate su cui poggia un frontone triangolare. L’affresco posto sopra il portale lunettato è un’opera di Fausto Bernasconi
 risalente alla fine dell’Ottocento, raffigurante San Maurizio a cavallo davanti alla Legione Tebea, insieme alla quale fu martirizzato verso la fine del IV secolo ad Agaunum (Saint-Maurice, VS).
Lo spazio interno, scandito da paraste di ordine corinzio che sorreggono il cornicione perimetrico, è decorato con ricchi stucchi neoclassici eseguiti dai maestri locali Giovanni Battista Staffieri, Giovanni Battista Soldati, Pietro Grossi e Andrea Rossi. Staffieri fu anche l’autore del pulpito in stucco lucido e finti marmi policromi, risalente all’ultimo decennio del XVIII secolo.
Nella cupola centrale, troviamo considerevoli affreschi del primo Ottocento attribuiti a Giuseppe Reina di Savosa e rappresentanti la Gloria di Maurizio, le Virtù Cardinali e Teologiali, nonché gli Evangelisti.
Il coro è delimitato da una balaustra marmorea tardo barocca ed ospita l’elegante altare maggiore in marmi policromi, impreziosito di lamine d’oro. Sulla parete di fondo risalta un’imponente pala tardo settecentesca raffigurante il Martirio di San Maurizio, coronata da trofei militari in stucco recanti le lettere M M E C (Maurizio Martire e Compagni). Le pareti laterali sono arricchite da un dipinto murale con l’Assunzione della Vergine (1865 – Antonio Barzaghi Cattaneo) e da una tela dell’Immacolata (1933 – Emilio Maccagni).
 
Cappella laterale sul lato sinistro: racchiude una splendida pala anni ’80 del Cinquecento. Vi è rappresentata, inoltre, una Sacra conversazione con la Madonna in trono fra i anti Benedetto, Mauro, Caterina d’Alessandria e Giustina. Il prezioso dipinto esprime un linguaggio figurativo e stilistico radicato nella tradizione rinascimentale lombarda e si contraddistingue per la sua eccellente esecuzione formale (taglio calibrato della composizione; disposizione simmetrica e l’atteggiamento introspettivo dei personaggi; la ricerca di preziosità, nobiltà e decoro nelle vesti).
Cappella laterale sul lato destro: vi si trova un altare marmoreo fatto erigere dal conte Bernardo Rusca, il cui stemma gentilizio sovrasta la grande pala barocca raffigurante la Crocifissione. La tela, adattata in un secondo momento alle dimensioni della mostra d’altare, è attribuita alla scuola di Giuseppe Antonio Petrini di Carona, rappresentante di rilievo del barocco lombardo.
Cappella battesimale: accoglie un fonte in marmo d’Arzo con una sovrastruttura lignea a tempietto, proveniente dall’antica parrocchiale, donato nel 1707 da Giovanni Domenico Staffieri.
 
Di interesse storico ed artistico per l’originale assemblaggio di elementi marmorei di epoche diverse è la coppia di acquasantiere marmoree barocche con due leoni reggicolonna scolpiti, di probabile origine cinquecentesca.

Sulla parete d’ingresso settentrionale della chiesa, sono poste tre lapidi in memoria di note personalità della comunità di Bioggio: don Serafino Balestra, l’architetto Gerolamo Grossi e il viceparroco e fondatore dell’attuale chiesa Domenico Staffieri.

 


sanMaurizio1.jpg
sanMaurizio2.jpg
sanMaurizio3.jpg